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- Raffaele Caiazza -
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| La Cina di Mao |
Negli anni della tensione tra USA e
URSS veniva delineandosi anche un contrasto sempre più profondo tra le due maggiori potenze comuniste: URSS e Cina.
Mentre l'URSS voleva mantenere l'ordine mondiale "Bipolare" e voleva conservare il ruolo di stato guida del mondo comunista, la Cina di Mao-Tse-Tung, contestava gli equilibri internazionali e voleva proporsi come guida per i paesi in via di sviluppo nella lotta all'imperialismo). Agli inizi del 60', il contesto economico cinese non era dei
migliori, soprattutto per la scarsa produzione agricola; per tale ragione fu applicata una nuova strategia: il "grande balzo in avanti" (che si basava su un gigantesco sforzo collettivo). L'esperimento, tuttavia, fu un fallimento e costrinse la Cina a massicce importazioni dall'estero di cereali. Intanto, i rapporti diplomatici con l'URSS si facevano sempre più difficili e il contrasto divenne ormai esplicito quando quest'ultima, tra il 59-60', ritirò i propri tecnici, impegnati nell'industria pesante cinese, e rifiutò qualsiasi assistenza alla Cina in campo nucleare. Le due nazioni si scambiarono varie accuse e furono addirittura ridiscussi i loro confini. Queste convergenze sfociarono in piccoli scontri armati lungo il fiume Ussuri. In seguito, anche la situazione interna della Cina peggiorò, infatti, i disordini e il dissesto economico, determinati dal "grande balzo in avanti", avevano portato, in qualche modo, all'ascesa dei moderati del gruppo dirigente cinese; tuttavia, Mao, mise in atto una forma di lotta inedita per un regime comunista, cioè mobilitare le generazioni più giovani, in particolare studenti, contro le classi dirigenti accusandole di voler costituire una nuova via capitalistica. Iniziò così, tra il 66'-68', la cosiddetta "rivoluzione culturale", ovvero una rivolta giovanile, apparentemente spontanea, ma, in realtà, orchestrata dall'alto. Si formarono gruppi di guardie rosse(costituite fondamentalmente da giovani) che, attraverso contestazioni e proteste, determinarono un radicale cambiamento nella società e nella mentalità collettiva. Raggiunto il proprio scopo, Mao riuscì a porre a freno il movimento (rivoluzione culturale) e a stabilire l'ordine. Nel 70', grazie a Cha-En-Lai, si ebbe un processo di normalizzazione anche sul campo internazionale, la Cina, infatti, si trovava in condizioni di isolamento, e considerando i pessimi rapporti con l'Urss, si avvicinò agli Usa entrando a far parte dell'ONU. Intanto in Russia, in seguito all'allontanamento di Kruscev, l'Unione Sovietica fu sostenuta da una direzione collegiale, nella quale emerse il segretario dal P.C.U.S. LEONID
BREZNEV. Con lui si cambiò radicalmente lo stile della politica Krusceviana (meno iniziative clamorose, meno dichiarazioni ottimistiche), anche se sostanzialmente rimase invariata. Furono accentuate le misure di sicurezza contro i dissenzienti, in particolar modo, intellettuali, spesso raggiungendo dei modi alquanto dubbi, anche se, tuttavia, lontani dalla brutalità dei tempi di Stalin. I rapporti con la Cina si mantennero statici, anche se, in campo estero, fu applicata una più decisa politica di riarmo, che fece sentire i suoi effetti sul bilancio statale. In particolar modo, i dirigenti Sovietici, si mostrarono intransigenti verso l'ampio e interessante esperimento di liberalizzazione della Cecoslovacchia, nel 68', che culminò nella cosiddetta "Primavera di Praga". Gli eventi ebbero inizio nel Gennaio del 68', quando Dubcek sostituì Novatny nella carica di primo segretario del partito comunista cecoslovacco. Approfondimenti: per saperne di più su personaggi come Mao, Kruscev, Castro, Stalin... consulta la sezione con video e biografie: Personaggi famosi del XX secolo.
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