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- Raffaele Caiazza -
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| M. Heidegger |
Dal punto di vista filosofico, gli anni della contestazione traevano molti
spunti dalla corrente esistenzialista.Questo è un indirizzo filosofico contemporaneo, che trova le sue premesse nelle concezioni di E. Kant e di S. Kierkegaard, per cui l'esistenza non è essere ma solo possibilità di essere e quindi, talvolta, anche non essere. Di qui la conclusione della problematicità della realtà umana, che pone l'esistenzialismo in stretto contatto con altri movimenti filosofici moderni, col pragmatismo inglese in special modo col positivismo logico. L'esistenzialismo si esprime però attraverso vari indirizzi. M. Heidgger sostiene non essere possibile divenire più di nulla; Jassen, in modo simile, nega la possibilità di essere, N. Abbagnano sostiene la possibilità di scelta dell'essere a patto che si sappia garantire e consolidare tale scelta senza essere portati al suo annullamento; J. Paule Sartre, riconoscendo l'equivalenza delle possibilità esistenziali, giustifica qualunque scelta come frutto di una libertà di indifferenza. Ne deriva che, mentre i due primi indirizzi riducono la libertà umana alla necessità, l'Abbagnano sostiene la possibilità dell'esistenza della struttura del mondo umano, mentre Sartre, riduce tutto esclusivamente a libertà di indifferenza.
Quest'ultimo esistenzialismo è pertanto più diffuso, sia per la sua facilità di interpretazione e per il terreno nel quale ha potuto germogliare, nella gioventù, cioè, priva di senso di misura dei valori morali, cresciuta tra gli orrori della guerra sia, in modo particolare, per la fama letteraria di
Sartre (nella foto). Egli infatti non si è limitato a diffondere la propria teoria attraverso testi specifici quali
L'etre et néant (l'essere e il nulla) e L'existentialisme est un humanisme
(L'esistenzialismo è un umanismo) ma ha contribuito a farla praticamente conoscere per mezzo di opere assolutamente letterarie, accanto ad altri insigni artisti come Simon de Beauvair, Reymond Aron e Maurice Merleu-Panty, che collaborarono anche alla rivista esistenzialista
Les temps modernes. L'esistenzialismo è stato interpretato come filosofia della crisi, e certo esso si è sviluppato nel secolo scorso, anzitutto, nell'opera di alcuni autori come Kirkegard, proprio per rispondere alla lancinante delusione provocata dal crollo dei sistemi filosofici o al sentimento di una colpa originale, acutizzato dalla coscienza che l'uomo è in quanto è legato, figlio di tale colpa. E' una corrente ideologica a sfondo irrazionale. L'esistenza, per l'esistenzialismo, è spesso un qualche cosa negativamente determinato, irriducibile alla ragione. Da questo concetto è facile passare alla confusione romantica, al lirismo esistenzialista o ad altre forme peggiori di degenerazione. Se all'inizio l'esistenzialismo poteva essere un antidoto giusto e utile contro l'universalismo filosofico è poi divenuto un attacco contro la realtà, una esaltazione dell'irrazionalismo: per questo è divenuto un fatto relativo.
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