|
- Raffaele Caiazza -
|
JACK KEROUAC nacque a Lowell, Massachussetts, nel 1922 da genitori canadesi immigranti; da giovane ricevette
un'educazione fortemente cattolica e studiò nelle scuole del luogo sino a quando non si trasferì alla Columbia University. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, cominciò a viaggiare tra i vari stati americani e in una delle sue destinazioni, New York, incontrò il poeta Allan Ginsberg, il novellista William Burroughs e l'intellettuale Neal Cassady, il quale lo influenzò fortemente per la sua mancanza di inibizione, il suo entusiasmo e il suo amore per l'avventura. Ed infatti proprio con Cassady cominciò quell'attraversamento dell'America che ispirò la sua opera più importante
On the road . Dopo aver viaggiato per 4 mesi , nell'ottobre 1947, Kerouac tornò a
N. Y. e completò The town and city, una novella autobiografica in cui egli usa lo slang, il linguaggio colloquiale, abolisce la punteggiatura e l'uso di parole sintattiche e segue uno schema di libere associazioni mentali. Nello stesso tempo continuò a lavorare su
On the road, narrando tutto ciò che gli era successo durante il viaggio con Cassady, e quando l'opera fu pubblicata, diventò subito un
best seller e fu considerata la "Bibbia" della beat
generation.Mentre la sua popolarità era al culmine, Kerouac, teroico dell'esperienza totale e degli usi ed abusi di sesso alcool e droga morì improvvisamente nel 1969.
Al suo best seller seguirono le altre pubblicazioni: The Dharma Bums,
Big Sur e Desolation Angels. A Lui si deve la coniazione dell'espressione
Beat Generation... Beatniks erano quelle persone che reagivano contro il modo in cui la società evolveva, si sentivano controllati, impediti e soffocati dalla diffusione degli
standard capitalistici e dai valori della borghesia. Agivano d'impulso, facevano ciò che gli piaceva fare e portavano i loro sensi ai limiti della lucidità con l'uso di droghe, allucinogeni e alcool.Essi spesso attiravano l'attenzione, poiché vivevano in un periodo in cui dominava il culto del "duro", mentre questi portavano capelli lunghi, jeans stracciati, vecchi t-shirt e sandali; crearono persino una nuova cultura definita "underground", che riconosceva i suoi valori nel jazz, nella poesia e nel Buddismo Zen. L'innovazione letteraria rappresentata dai beats, può essere considerata come una reazione nei confronti della scuola accademica di Eliot e Ezra Pound. Sia Kaerouac che Ginsberg, i più importanti scrittori della beat generation, usarono il cosiddetto"Hip-language", vitale, autentico ed individuale, rispetto al linguaggio convenzionale conservativo, inadeguato per esprimere la loro nuova intensa esperienza della realtà.
CONTESTO
STORICO SUGGESTIONI
E CULTURE PERCORSI
|
|
Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti
|