Dopo la Seconda guerra mondiale, nel campo letterario si è notevolmente
estesa la "cultura dell'impegno", che ha portato alla nascita di una classe di intellettuali engagés (impegnati). Essi hanno fatto del rinnovamento della coscienza civile e della lotta ideologica il punto di base della loro opera letteraria. In particolare, in Italia, l'impegno neorealistico ha fortemente contribuito alla nascita di un modello di intellettuale, che ha fatto della letteratura uno strumento per indagare sul reale e cercare di migliorarlo. Tra quelli che hanno indagato approfonditamente la realtà, spiccano i nomi di
Moravia e Pasolini, entrambi sperimentatori del male di vivere.
I due analizzano il disagio del popolo e il degrado delle classe "Borghese" come accade negli
Indifferenti o in Ragazzi di vita. Moravia fa parte di una schiera di poeti che appartengono al
Neorealismo, una corrente artistica che sorge nell'ambito degli scrittori appartenenti ad una rivista fiorentina "Solaria", fondata da Alberto Carocci nel 1926, per caratterizzare la nuova narrativa sorta in quegli anni, volta a descrivere o gli ambienti borghesi della
città (come nel caso di Moravia) o degli ambienti provinciali. Esso poteva
sembrare un ritorno al Verismo, ma non era così. Il Verismo era contrassegnato
da un'accettazione rassegnata della condizione umana e da un carattere nostalgico che non si
trovano nel Neorealismo.
Tra i più grandi esponenti del Neorealismo figura il nome di Alberto
Moravia. Egli nacque a Roma nel 1902 e lì vi morì. La sua prima opera, pubblicata a proprie spese, fu
Gli indifferenti, in cui diede un'acuta rappresentazione della società borghese moderna, scoprendone gli idoli nel sesso e nel denaro. Il romanzo ebbe un'accoglienza pessima almeno da alcuni critici di parte fascista, ma contemporaneamente la critica più avveduta, da
G. A. Borghese a S. Salmi a P. Pancrazi, comprese immediatamente l'importanza dell'opera e cominciò a mettere in luce le caratteristiche dell'arte moraviana, che erano un'oggettività, dal punto di vista della scrittura, che si richiamava al romanzo naturalista ottocentesco.
Gli indifferenti, esprime l'indifferenza dei personaggi verso tutto e tutti, il loro torpore spirituale. Al centro dell'opera, vi è il personaggio del giovane Michele, che vede, chiaramente, la negatività che lo circonda, ma non riesce a stabilire rapporti col reale, finendo col perdersi nella sua <<indifferenza>>. Michele è il figlio della vedova Mariagrazia, la quale ha una relazione con Leo Merumeci. Quest'ultimo, annoiatosi della relazione con la donna, decide di corteggiare la figlia Carla e ne diviene l'amante. Michele che sa di vivere in una famiglia corrotta decide di rimediare a questa situazione cercando di uccidere Leo.
Arrivato a casa di Leo, mentre gli sta per sparare, Michele si accorge di non aver caricato la pistola, quindi da questo punto sprofonda di nuovo nell'indifferenza.
Il tipo di narrazione è quella naturalistica cioè oggettiva e in terza persona con molto dialogo e con focalizzazioni interne ai personaggi.
Meno felice, fu la pubblicazione del secondo romanzo, Le ambizioni sbagliate, che si trovava tra il "giallo" ed il romanzo psicologico dostoievskiano, e che la critica ignorò quasi completamente. Nell'opera
I sogni del pigro il realismo cedeva ad uno sperimentalismo surrealistico. La satira politica della
Mascherata (1941) fu sequestrato alla II edizione, poiché era centrata sulla grottesca raffigurazione di un'immaginaria dittatura. Nel dopoguerra, Moravia torna con il lungo racconto
Agostino, in cui tratta i suoi temi più propri, il sesso ed il denaro, individuando così nell'iniziazione sessuale, parallela alla scoperta della proprietà privata e quindi delle classi, l'iter attraverso cui l'adolescente entra nella società borghese, ormai sapendo quali sono i valori con cui essa riscatta la sua cattiva coscienza. Agostino è la storia della maturazione di un ragazzo tredicenne, di famiglia agiata, che durante una vacanza al mare scopre due aspetti da lui sino allora ignorati della vita, il sesso e l'esistenza delle classi sociali. L'esperienza è traumatica e dolorosa, ma provoca in Agostino una presa di coscienza. Venuto a conoscenza della vita reale e conseguentemente, uscito dal limbo ovattato dell'infanzia, Agostino sente un bisogno disperato di un paese innocente. Questo sogno di un mondo immune della brutture della realtà, lo troviamo in Moravia dagli
Indifferenti sino a La noia. Molto simile ad Agostino, soprattutto nei temi, è il romanzo
La disubbidienza. Nel clima postbellico, dominato dalla speranza in una rigenerazione della società, Moravia subisce l'influenza del populismo. E' questo il periodo di opere come
La romana e La Ciociara. La prima opera è la storia di Adriana, una ragazza del popolo, che lasciata dal proprio fidanzato, diviene una prostituta, senza però perdere la sua naturale innocenza.
La Ciociara è un romanzo sullo "stupro" subito dall'Italia nella seconda guerra mondiale, nel quale, per l'unica volta, compare, nella figura di Michele ripresa in parte da quella omonima degli indifferenti, il personaggio positivo, che professa una nobile fede per la quale sacrifica anche la vita. In questo romanzo, il mito della naturale sanità del popolo si incrina: Cesira, diviene disonesta per avidità, Rosetta (la figlia), dopo aver subito uno stupro, diviene una prostituta. Pur influenzato dal populismo, Moravia non smette di scrivere romanzi con tema la borghesia come
ne Il Conformista (1951) e nel Disprezzo (1954). I temi precedentemente trattati negli
Indifferenti, vengono ripresi ed aggiornati nella Noia (1960), attraverso l'utilizzo di strumenti culturali quali la filosofia esistenzialista ed il marxismo. Esso è un romanzo sull'impossibilità di stabilire rapporti naturali con la realtà sociale. La storia è incentrata sulla figura di Dino, che, nonostante appartenga alla ricca borghesia, per vincere il disgusto, si stacca da essa, pur sfruttandone il denaro che gli passa la ricca madre, e vive solo e malvestito in studio di Via Margutta. Ma né l'attività di pittore né l'amore per una ragazza, Cecilia, già amante del suo collega pittore, Balestrieri, ed ora divisa con l'attore Luciani, libera Dino dalla sua apatia. Fallito il tentativo di suicidio quando tenta di schiantarsi contro un albero con la propria auto, decide di accettare passivamente la realtà. Per Moravia il sesso è un mezzo conoscitivo. Dopo
La noia si dedica ad un altro romanzo L'attenzione in cui mette in questione la forma stessa del romanzo. Le ultime opere sono un monotono ritorno a temi già trattati, anche se fervida fu la sua produzione saggistica.
Per ciò che riguarda Pasolini, sappiamo che nacque a Bologna nel 1922 da famiglia borghese. Si laureò in lettere con una tesi su Pascoli.
Negli anni '40, trasferitosi dalla madre, visse in stretto contatto con l'arcaico mondo contadino che costituì un momento essenziale della sua esperienza. Trasferitosi a Roma, cominciò ad affermarsi come scrittore grazie soprattutto ai due romanzi:
Ragazzi di vita e Una vita violenta. Agli inizi degli anni '60 si dedicò alla regia cinematografica, con una serie di film che suscitarono scalpore ad
anche scandalo
(Accattone, Il Vangelo secondo Matteo, Decameron, Uccellacci e uccellini:
nella foto vediamo una scena con Totò e N. Davoli). Pasolini è stato un protagonista della vita culturale italiana, alla ribalta sia per la sua omosessualità e sia per le sue posizioni polemiche nei confronti della società
contemporanea, che suscitarono reazioni violente e astiose. La formazione giovanile di Pasolini è inserita nel clima dell'Ermetismo ed è incentrata sulla "venerazione della poesia" vista come valore assoluto e sacro. A questa fase corrispondono varie opere in dialetto friulano (poesie
A Casarsa, La meglio gioventù) ma anche in lingua italiana (L'usignolo della chiesa
cattolica). Il poeta vide l'arcaico Friuli contadino come un mondo incontaminato trasformato nella sua contemplazione in un Eden mitico, identificandolo con la sua stessa giovinezza; siamo quindi nell'ambito di una sensibilità ancora romantico-decadente. Nonostante la mentalità giovanile nei versi delle prima opere, tuttavia si può notare come in esse si vela qualcosa di torbido e di sofferto: l'ombra del peccato e della morte. Pasolini, infatti, non è mai riuscito a vivere il suo slancio sensuale con immediata innocenza e spontaneità: il suo vitalismo è sempre stato turbato dal senso di colpa che ha le radici nella formazione cattolica. Dal punto di vista ideologico il poeta bolognese, come molti altri scrittori del dopoguerra, sentì il fascino dell'ideologia di sinistra. Per lui però il marxismo fu fondamentalmente, non ideologia vissuta in modo totale, ma uno stimolo all'impegno
civile. Elemento fondamentale dell'ideologia di Pasolini è la contraddizione di fondo tra slancio irrazionalistico e senso di colpa presente in se, ma fu sempre consapevole di ciò, dell'inconciliabile opposizione tra le due tendenze; frutto di questo rapporto conflittuale sono le sue poesie migliori
(Le ceneri di Gramsci e La religione del mio tempo). Tale inconciliabilità è evidente anche nelle prove narrative più importanti del letterato
(Ragazzi di vita e La vita violenta). Elemento che accomuna Pasolini alla narrativa di questi anni è il populismo, con la differenza che il sottoproletariato per lui non è portatore di valore sociali positivi nei valori della borghesia ma è qualcosa di irrimediabilmente "altro" rispetto ad essa, una negazione totale e oggettiva dei suoi valori. Anche l'uso insistito del dialetto romanesco non risponde alle esigenze realistiche e documentarie del naturalismo ottocentesco o neorealismo contemporaneo; infatti, se da un lato è una squisita operazione letteraria basata su una ricerca filologica dall'altro corrisponde a un bisogno di immersione totale in quella materia così vitale e torbida al tempo stesso, di regressione in quella pura fisicità al di qua di ogni coscienza. Durante gli anni 60' la posizione di Pasolini nei confronti della società muta radicalmente. Egli si rende conto dolorosamente che con il
boom economico e l'affermarsi della civiltà dei consumi il sottoproletariato è venuto ad appiattirsi nella società, perciò Pasolini decide di condurre una lotta più accanita contro il "nuovo fascismo" consumistico che punta all'omologazione totalitaria del mondo cancellando ogni differenza individuale, sociale e negando la libertà.
PERCORSI
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