Scegli una lettera: A, BC, DE, FGH, IJKL, M, NOP, QR, S, TUVWXYZ

religione

Il dio Ra 
Sin dalla preistoria le popolazioni che abitavano la valle del Nilo erano molto sensibili alla religione. Le varie tribù avevano le proprie divinità legate al ciclo della natura, ognuna con i suoi animali totemici e i suoi feticci. In questo periodo è la zoolatria il carattere prevalente della religione: gli dei sono rappresentati come animali, e gli animali stessi sono adorati e divinizzati, tra questi l'ibis, il coccodrillo, lo scarabeo. Anche gli elementi della natura - gli astri, il sole - sono divinizzati. In particolare il Nilo, che con i suoi straripamenti annuali fecondava le terre e i campi, era considerato una provvidenziale espressione della divinità. Questi simboli religiosi continuarono anche dopo l'unificazione del Basso e dell'Alto Egitto; il politeismo deriva infatti dalla fusione di questi differenti culti che continuarono ad essere praticati nelle diverse regioni del paese dove erano maggiormente radicati. I tentativi di introdurre un culto monoteistico non ebbero mai successo, anche perché il sentimento religioso degli Egizi aveva caratteristiche spontanee e immediate, volte più alla pratica del culto che alle speculazioni. L'esigenza di una teologia ben definita non fu mai sentita neppure dopo l'unificazione del paese, quando, anche se la religione assume un carattere più antropomorfico, tutti gli elementi più antichi rimangono. In questa fase il Nilo, per esempio, diventa una divinità androgina simbolo della fertilità, mentre gli dei sono per lo più raffigurati con un corpo umano, ma con la testa di un animale.
Nelle campagne i culti variavano spesso sovrapponendosi di regione in regione. Tra le divinità più diffuse c'erano il dio del Nilo, e quello del Grano, mentre tra gli animali sacri è da ricordare soprattutto lo scarabeo, usato spesso come amuleto. Nelle sfere che questo animale fabbrica con lo sterco, gli Egizi vedevano infatti il disco solare, un'altra importante divinità presente in tutto il paese. Celebri erano poi la vacca Hator, raffigurata come una donna dalle orecchie di vacca, o con le corna, e il toro Api, simbolo della fertilità e adorato soprattutto a Menfi, raffigurato come un toro nero con alcune macchie bianche sulla fronte e sul collo. 
Largamente diffuso in tutto l'Egitto, il culto di Osiride era il solo ad avere una precisa storia e una teologia ben definita. Figlio del dio Terra Seb e della dea Cielo Nut, Osiride impersonificava la forza generatrice della terra e del Nilo, ed era lo sposo della sorella Iside con la quale aveva generato Horo. In lotta con il fratello Seth, divinità spesso legata agli aspetti minacciosi della natura come la tempesta, il fulmine o il vento del deserto, Osiride fu da lui fatto a pezzi. Mentre Seth perseguitava Horo, per la successione di Osiride, Iside ritrovò e ricompose il corpo del marito che riportò in vita come sovrano dei defunti.
Tra le altre divinità, spesso organizzate in triadi ed enneadi, c'era Thoth, il dio lunare raffigurato con la testa di ibis, inventore dei geroglifici e protettore dei testi magici e sapienzali. Maat, invece, era la dea della giustizia e della verità, raffigurata come una donna con in testa una piuma di struzzo. Da un punto di vista politico-religioso il culto più importante del paese era quello di Ammone, anche se una trattazione generale della religione egizia, che subisce numerosi cambiamenti a seconda delle epoche, è impossibile. I sacerdoti di Ammone, tuttavia, in alcuni periodi ebbero un potere straordinario, tanto che Amenofi IV cercò invano di ridimensionarne l'importanza tentando di instaurare nel paese una sorta di monoteismo fondato sul dio Sole, un'altra divinità molto diffusa in tutto il regno.

 

 

 


Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti