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geroglìfico

Scrittura geroglifica su una parete 
Ciascuno dei circa 3.000 pittogrammi che costituivano il sistema di scrittura sacra degli Egizi. La fase pittografica venne poi superata attribuendo alle figure i valori fonetici della lingua parlata che furono successivamente impiegati a prescindere dal significato ideografico. I testi geroglifici sono scritti indifferentemente in orizzontale o in verticale, da sinistra a destra o viceversa: la direzione di lettura è indicata dalla posizione delle figure rivolte verso l'inizio del testo. Questo sistema di scrittura fu abbandonato intorno al III secolo d. C. - l'ultimo documento è del 394 - dinnanzi alla necessità di una semplificazione con un sistema corsivo ieratico. Per questo motivo il significato dei geroglifici andò perso, e per molti secoli essi rimasero indecifrati: gli autori greci e romani attribuirono loro soltanto un valore di ideogramma. Il primo passo verso la decifrazione avvenne nel 1799, quando fu ritrovata la celebre stele di Rosetta che riportava la trasposizione dei geroglifici nella scrittura demotica e in greco. Nel 1802 il francese S. de Sacy e lo svedese J. D. Akerblad, confrontando il demotico col greco, interpretarono il nome di Tolomeo. Nel 1822 l'egittologo francese J. F. Champollion finalmente riuscì a decifrare completamente i geroglifici incisi sulla stele di Rosetta. Nella sua Lettera al signor Dacier espose il principio essenziale della scrittura geroglifica, che era essenzialmente fonetica. 

 


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