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commercio

Particolare di un affresco 
I numerosi reperti archeologici tombali che raffigurano scene quotidiane di compravendita, ci mostrano che in Egitto il commercio, almeno all'interno del paese, era fondato sullo scambio delle merci. L'uso del denaro e delle monete coniate non sembra essere esistito. Per quanto riguarda i generi di prima necessità si scambiavano alimenti come pesci o legumi con oggetti lavorati come vesti, stoffe o arnesi. Si può poi ipotizzare un traffico abbastanza intenso di oggetti di lusso, di monili, di produzioni artigianali esercitato da gente libera e legato alle classi più abbienti, dai ricchi privati, alle caste che gravitavano intorno ai templi, a quelle che gestivano i patrimoni reali. Anche il commercio con l'estero era fondato sullo scambio con prodotti egiziani per lo più di lusso, il che rendeva improduttive le enormi ricchezze di metalli preziosi accumulate nei templi e nei palazzi faraonici. Intenso era lo scambio con il Libano da dove venivano importate materie prime come minerali e in particolare il legname di cui il paese era privo, e che serviva soprattutto nei cantieri navali. 

 


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