L'economia egizia era fondata principalmente sull'agricoltura. Ogni anno, dopo le piene del
Nilo che allagavano la vallata e ricoprivano i campi di "terra nera", i contadini cominciavano la loro faticosa opera di canalizzazione per regolare e sfruttare nel miglior modo il deflusso delle acque; in seguito, seminavano le terre ricoperte di limo, il grasso fango argilloso che rendeva fertili i campi. I contadini solitamente non possedevano i prodotti del raccolto, che venivano prelevati dall'amministrazione civile o militare. Erano lavoratori dipendenti pagati in natura che si occupavano delle terre del faraone o delle caste sacerdotali. Nei campi si coltivavano soprattutto cereali, ma anche lino, che sin dalla preistoria era utilizzato come fibra tessile. Vi erano poi distese di palme, fichi, sicomori, da cui veniva ricavato il legname, e di viti impiegate per la produzione del vino.
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