L'abbigliamento romano s’ispirò a quello greco, ma soprattutto a quello etrusco.
I Romani ereditarono l’ indumento più diffuso: la toga di lana che poteva essere indossata in diversi modi e ne esistevano diversi modelli.
Quella dei senatori era bianca e, cosa curiosa, impediva quasi del tutto l’attività fisica.
Le donne, invece, indossavano la tunica, la stola e la palla di lana (una cappa che ricopriva anche la testa), preferendo però altri tessuti quali il lino e la seta. Le acconciature richiedevano ore di preparazione, Ovidio ci dice che
andavano di moda i capelli biondi e che molte donne schiarivano i propri capelli.
Durante la Roma repubblicana i costumi erano più
cas tigati, mentre nella Roma imperiale l’abbigliamento era più disinvolto ed esibizionista. I Romani ritenevano l’uso dei pantaloni un’usanza barbarica, ma alla fine vennero accettati; i primi a indossarli furono i militari.
Durante i matrimoni si indossava una tunica cucita, lunga fino a terra.
(Nelle immagini le locandine di due
storici film: Quo vadis, di Mervyn LeRoy, 1951 e Spartacus, di Stanley Kubrick,
1960)
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