Gli antichi Egizi, rispetto ad altri popoli, avevano una visione della famiglia molto vicina alla nostra. Nella famiglia non c’era una gerarchia rigida; la donna godeva di grande libertà e indipendenza anche finanziaria, in quanto manteneva la disponibilità del proprio patrimonio.
Sembra che non esistessero cerimonie per la celebrazione delle nozze. La fanciulla si recava nella casa che lo sposo aveva preparato. Come in altri popoli asiatici, lo scopo del matrimonio erano i figli che venivano allevati con amore e cura (così dice Strabone). La donna era la padrona della casa. Gli Egizi, popolo molto scrupoloso nella pulizia (come dice Erodoto), usavano pochissimo la lana e le altre fibre animali, perché ritenute impure, preferendo le fibre naturali come il lino che, essendo più leggero, era molto adatto ad un clima caldo e secco. Le vesti di lino, inoltre, avevano il vantaggio di poter essere lavate con molta facilità. Le
donn e indossavano abiti simili a quelli degli uomini, ma più lunghi e molto aderenti. Anche dagli
affreschi è possibile ammirare l’elegante silhouette di tutte le donne egizie: dalla moglie del faraone alle ballerine. L’abito contrassegnava anche l’appartenenza ad una classe sociale: per i ceti più bassi l’abito era più semplice. Indossavano anche parrucche, realizzate con capelli naturali o fili di lino o fibre di palma. Grazie a un avanzato livello culturale ed a una buona stabilità politica, nell’arco di tremila anni, durata della società egizia, i cambiamenti nell’abbigliamento furono minimi. Le prime informazioni riguardanti l’abbigliamento ci giungono proprio dagli Egizi, grazie all’ ottima conservazione di statuette, affreschi ecc.
(Nelle illustrazioni è visibile
l'abbigliamento degli antichi Egizi in una riproduzione lignea e in un
particolare di un dipinto sepolcrale)
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