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ESERCIZI DI STILE di Queneau

Tra i molti capolavori dello scrittore francese Raymond Queneau (1903-1976) Esercizi di stile, scritto nel 1947 e pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione (o forse meglio dire il rifacimento) di Umberto Eco, è un testo molto particolare. Si tratta di un episodio di vita quotidiana molto comune e banale, che viene riscritto per 99 volte attraverso uno stile narrativo sempre nuovo: "la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici" (Umberto Eco). 

Per chi non avesse letto il libro, riportiamo qui di seguito l'episodio in questione, almeno nella prima versione che apre il libro. 

Notazioni

Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. E' con un amico che gli dice: "dovresti far mettere un bottone in più al soprabito". Gli fa vedere dove (alla sciancatura) e perché. 


[Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi 1983, traduzione di Umberto Eco, p. 3.] 


- continua -

 


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