È con sdegno che conobbi le vicende che sto per riferire.
Sui fogli delle sue note un giovine ingiuriò un uomo che nel mezzo di
quei brevi scritti ebbe deposto un suo pensiero, un semplice consiglio
per l’occhio inesperto nel discernimento dei bei toni dell’iride
di uno spirito nel fiore del crescere, con insolite propensioni per un
blu non proprio scuro, con confusi riflessi ondosi.
Forse per un curioso moto del suo essere, il suddetto giovincello si
recò poi nello studio d’un poco celebre, seppur meritevole
d’encomi, compositore ed interprete di melodie. Non gli consigliò
di correggere, di costruire in diverso modo gli elementi dei suoi
motivi?
Il musico, com’è prevedibile, s’irritò non poco. E quel monello
che fece? Fuggì, il vile!
[by Daneel http://daneel.splinder.it/]
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