Un
mercoledì pomeriggio di un assolato e torrido agosto, in un momento
in cui l’affluenza al diving era surreale e delirante, stavo
curiosando tra i sommozzatori di ritorno dall’immersione alla Secca
di Fuori, quando ne notai uno con la muta azzurra e l’aria un po’
confusa. Faceva parte di un gruppo di sub esperti - assidui
frequentatori degli abissi, persone interessanti, avvezze al mare –
ma lui, a giudicare dalle baggianate che andava blaterando, doveva
essere un neofita, povero d’anni e d’esperienza.
A un tratto, sentii qualcuno che gli diceva:
- “Ehi! Hai ancora lo sguardo smarrito: si vede che non sei
abituato a ritrovarti quattro o cinque atmosfere più del dovuto sulla
testa! Strana sensazione, l’ebbrezza da profondità: una cosa tipo
ho bevuto un martini di troppo oppure oggi mi sento come Alice nel
paese delle meraviglie…A proposito, hai visto per caso,
all’altezza del canyon, anche quello Stregatto che si aggirava con
fare sospetto fra le cernie e le murene?!”.
Nel sentire quelle parole, il giovane subacqueo lo trafisse con
un’occhiata carica di livore.
- “Non so davvero di cosa tu stia parlando” lo apostrofò
in tono secco e alterato. “Io in bambola non ci sono mai andato,
e tanto meno oggi, alla Secca di Fuori. Del resto, non condivido
affatto questo mal costume di rivolgere commenti gratuiti e
inopportuni ai sommozzatori sconosciuti”.
Così dicendo, gli volse le spalle e si allontanò dimenticando, per
l’irritazione, di togliersi la muta.
…
Due ore più tardi, rincontrai lo stesso subacqueo in un altro diving
dove proiettavano un video su un poco noto ma affascinante volatile
che ancora nidifica su radi tratti delle nostre coste. Il documentario
commentava l’abitudine delle berte di riunirsi, poco prima del
tramonto, sulla superficie del mare per una chiacchierata tra amici
prima di riguadagnare il nido. Mentre calano le prime ombre della
sera, nell’aria echeggia il loro richiamo, simile al vagito di un
neonato – geniale sonorità escogitata dal creatore come colonna
sonora dell’isola in cui ci trovavamo.
Mentre scorrevano le immagini che riferivano della vita degli insoliti
volatili marini, il giovane subacqueo aveva attaccato un bottone
inarrestabile a un divemaster del luogo, intontendolo di buoni
consigli e inutili suggerimenti.
“Dovreste aggiungere un interruttore della luce all’uscita, lì,
vicino alla carta dell’isola” stava borbottando in tono
lamentoso. “Ieri sera era buio e ho inciampato sull’ultimo
scalino. Ho sbattuto la testa e stamattina mi sentivo vagamente
tramortito. Mi sentivo, beh… mi sentivo come… Alice nel paese
delle meraviglie!”.
[by il principe e la rana]