Esercizi di stile BLOG

 

265 - STILE PIOGGIA

 

“Ehilà, che ci fai in giro con quest'acquazzone?”
“Fortuna che tu hai un ombrello...”
“Dai, vieni sotto, che ti accompagno fino a casa. Sai cos'è successo prima?”
“No, dimmi.”
“Passavo di fronte alla finestra della camera di quello scapestrato d'un quindicenne...”
“Quello che alla domenica mattina tiene sveglio tutto il quartiere con la sua motoretta?”
“Proprio lui.”
“Be'? Racconta, racconta.”
“Niente, passo di lì e non lo sento strillare come un dannato? Sai, teneva la sua finestra aperta. Così, c'era una voce d'uomo che gli diceva di ridipingere il telaio delle sue imposte, con la pioggia era venuta via tutta la vernice ed era rimasto un azzurrino pallido sotto.”
“E lui?”
“Lui prende a dirgli brutte parole, a mandarlo in questo o quel posto...”
“Ma non dirmi...”
“Eh, caro mio, proprio così. Che mondo, che mondo!”
“Certe cose proprio non le capisco...”
“Sì, ma non è finita. Ho visto quel ragazzino uscire di corsa, con tutta l'acqua che veniva giù, e andare a tirar sassi contro le finestre d'un musicista lì vicino. Lui, il musicista dico, dopo un po' è venuto fuori, e quello sfacciato che gli dice? Gli consiglia di montare una grondaia!”
“Davvero?”
“Sì, sì. Ma che succede? Dal punto che aveva indicato al brav'uomo viene giù una tinozza d'acqua che lo inzuppa più di quanto la pioggia sia riuscita a fare!”
“Ben gli sta. Ah, sono arrivato.”
“Oh, ci si vede.”


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