Terzo giorno
Vespro
Dove Adso assiste ad una disputa tra giovani e inesperti
miniaturisti sulla scelta di una pergamena azzurrina.
Nello
scriptorium i monaci sfruttavano le ultime ore di luce per
leggere o miniare prima di recarsi nel refettorio. Chiesi licenza al
bibliotecario, Malachia, ed iniziai a sfogliare il catalogo dei libri
presenti nella biblioteca , luogo labirintico e mare periglioso ed
ameno ad un tempo. Un giovane confratello, noto nel convento per le
sue idee non dissimili da quelle degli spirituali, si accostò al
tavolo di Berengario che era intento a inserire miniature interessanti
a margine del testo che egli stesso aveva copiato. Perché hai scelto
una pergamena così preziosa, che pare lisciata non con pietra pomice
ma con polvere di lapislazzulo? Chiese il giovane spirituale. La
parola divina, aggiunse, è nobile in sè , non abbisogna di un sì
nobile vello. Inoltre l'inchiostro aureo sul fondo azzurrino appare
confuso.
Berengario divenne rubicondo per l'ira. Nulla è abbastanza prezioso
per trascrivere il Verbo. Vedendo la preziosità della materia
l'incolto avrà un riflesso della grandezza divina. Ma gli incolti,
ribatté l'altro, non accederanno all'evangelario che
stai miniando, che invece andrà ad inorgoglire il ricco e il vanitoso
potrà mostrarlo agli ospiti come simbolo del suo potere e della sua
ricchezza.
Malachia si avvicinò esortando i due a rimettersi all'opera prima che
il sole calasse, anzicché disputarsi capziosamente come i teologi
parigini. Berengario tornò al lavoro, borbottando che non sopportava
quelli che passavano per i tavoli altrui lasciando commenti
superficiali e consigli non richiesti.
Terzo giorno
Compieta
Dove Adso entra nell'edificio insieme al suo maestro e legge nel libro
di Berengario una glossa continua in volgare in cui si suggerisce di
aggiungere delle miniature ricche a testi profani.
La cena fu mesta e silenziosa. Dopo ci incamminammo
attraverso il cimitero, verso la chiesa, per la funzione. il mio
maestro mi indicò la navata laterale dove, ai piedi dell'altare,
erano scolpiti i teschi che celavano il meccanismo che apriva il
passaggio segreto verso l'edificio. Attraversammo l'ossario, giungemmo
alle cucine e da queste allo scriptorium. Mi accostai al
tavolo di Berengario curioso di sapere cosa stesse ricopiando. Sullo
stesso tavolo giaceva, un po' in disparte e nascosto da altri testi,
un libro di Canti profani di un autore geniale ma
sconosciuto. Berengario aveva inserito una glossa interlineare
continuia in
volgare al testo. Suggeriva, usando un componimento poetico
recentemente inventato da un siciliano, il sonetto, di aggiungere una
miniatura che raffigurasse la scena finale della canzone.
[by Malacarne http://porno.splinder.it/]