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“Senti
baby è mercoledì, e non c’è niente da fare, tranne
ubriacarsi.
Il cinema non mi piace. Lo zoo è roba da tati. Non possiamo scopare
tutto il giorno, che si fa?”
“hai mai visto i blog?”
“Che rob’è?”
“Siti internet a forma di diario. ognuno ci scrive i suoi pensieri. alcuni
sono buoni. Bukowski tu sei uno scrittore non puoi non conoscerli...
C’è un modo di scrivere nuovo lì dentro!”
Madge lanciò la connessione dal suo pc.
”C’è un sacco di gente a quanto pare” dissi.
“Sempre così a quest’ora”
“Dove sta il divertimento?”
“Si va su un blog, si legge e si commenta”
Ci imbattemmo in un blog azzurro, confuso per i troppi link. C’era
scritto di tutto, alla rinfusa, come veniva. Non mi sembrava un granché
come roba letteraria. Come stile mi ricordava quella rivista underground
dove ci scrivevano tutti quei ragazzini. Open pussy. E anche il
blogger in questione doveva essere piuttosto giovane, da quello che
scriveva. I commenti erano pieni di frescacce.
“Se
sei femminile come il tuo blog mi piacerebbe vedere le tue tette!”
“Sono un uomo. E tu sei uno stronzo!” “Se sei un uomo allora sei
un frocio”.
“ma che cazzo mi stai facendo vedere Madge?”
“non ti piace?
“No”
”A me non dispiace. non sapevo che fosse frocio questo. è pieno di
froci qui. Tu ci sei mai andato con un uomo Bukowski?”
”Io non sono frocio. non ho niente contro i froci, ma non mi
interessa. Una volta ho inculato uno a dire il vero... ma ero
completamente ubriaco e credevo fosse la sorella...”
Madge andò in cucina e aprì un’altra bottiglia di vino. Poi si
sedette al computer. Io le stavo davanti, in piedi.
”Ciucci?”
”Certo!”
Allungai altri cinque dollari sul vassoio e mi fece il servizio.
Due ore più tardi ci eravamo scolati un’altra bottiglia e avevamo
fatto fuori anche un paio di birre. Madge era ancora davanti a quel
computer. diceva che voleva mettere della musica. ci faceva tutto con
quel computer. ci scopava pure, diceva.
“Guarda! Su questo sito c’è un messaggio del blogger di prima. Dice
che bisognerebbe mettere un bottone in più al menu principale. Gli fa
vedere dove e gli dice perché.” “Certo che i froci ci sanno fare
quando devono dare consigli di moda o di design...
Però adesso devo proprio andare Madge! Il web non fa per me. Non ho
niente contro i blogger, ma non mi interessa...”
Uscii da quell’appartamento e mentre me ne tornavo a casa mi fermai
per un whiskey in un bar che era di strada.
[by zop.
Realizzato attraverso la manipolazione di frasi tratte da
Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni
Esibizioni. Feltrinelli, Milano, 1978.
Link:
http://www.pulpweb.it/libri_al_rogo/_
Storie_di_ordinaria_follia_Charles_Bukowski.php]
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