E' un mercoledì, ma
fuori sembra lunedì, tipo ottobre 1976 e il cielo è una lastra grigio
ardesia che incombe come un presagio.
Sto bevendo succo di pompelmo e Absolut da un bicchiere di plastica
disegnato da Philippe Starck, una sigaretta mi si consuma tra le dita, le
unghie laccate con l'ultimo Chanel, numero 90, tonalità Matador. Mi
incanto per qualche secondo ad ammirare le mie mani, le dita affusolate
che digitano caratteri irrilevanti e lo schermo si tinge di un azzurro
pallido tipo Paul Smith ma meno saturo. Un tempo infinito mi separa
dall'apertura completa della pagina, la rete affollata come
l'inaugurazione di Nobu in Hudson Street.
Alcune foto vagamente familiari si sovrappongono sullo schermo, ne
ingrandisco una senza capire: io e Vincent Gallo ci passiamo una bottiglia
di Evian in Santa Monica Boulevard, il cielo al tramonto sta virando ad un
viola chimico, lui mi indica un punto imprecisato al di là della strada.
Indossa una camicia vintage, jeans e infradito, la mia faccia parzialmente
nascosta dagli occhiali Gucci. In un'altra foto sono seduta in quello che
sembra il giardino dello Chateu Marmont. Vanessa Beecroft alle mie spalle
si accende una canna con una candela rosso lacca, mentre George (Goggi)
Holm mi sussurra qualcosa all'orecchio e io ho un'espressione stupita o
confusa o entrambe le cose.
Sto per lasciare un commento alla giovane tenutaria del blog, voglio
sapere chi ha scattato quelle foto e perché le sta usando senza
autorizzazione. Dagli altoparlanti del computer parte la voce di Frank
Black o Black Francis in loop: Everything is gonna burn We'll all take
turns I'll get mine too. La finestra che si apre contiene già un
commento molto stupido di uno che ha scambiato Vincent per chissà quale
calciatore inglese. La risposta sembra scritta da me: Lasciami perdere
bello, se non hai niente di abbastanza hip da scrivere porta via i tuoi
stracci da qui.
Di chi è questo blog? Ho bisogno di rilassarmi un attimo, di
pensare. Butto giù due Xanax, accendo una sigaretta ma la lascio subito
cadere nel bicchiere ancora mezzo pieno di vodka perché intanto è
partita la segreteria e al posto del messaggio ancora Black Francis: Everything
is gonna burn We'll all take turns I'll get mine too. Perdo due ore a
cercare di rintracciare il numero che mi ha chiamato, ma sembra non
esistere. Ritorno in rete e noto che i link di questo blog sono tutti nomi
di persone che conosco bene, compreso GL, il mio amico che sta
disperatamente cercando di sfondare come cantautore. Il suo sito è già
nei miei bookmark, da quando mi ha chiesto di darci un'occhiata e
suggerirgli un look un po' più shabby chic e io ho scritto al webmaster
di aggiungere un pulsante in alto a destra, tipo bottone di Versace. La
pagina si apre subito, ma non ci trovo quello che mi aspettavo. Niente
più foto, testi di canzoni, date di concerti, solo una scritta che sembra
lasciata da un dito sporco di sangue all'interno del monitor: This
Monkey's Gone To Heaven.
[by Severine http://severine2.splinder.it/;
Ndr: su BRET EASTON ELLIS si veda per esempio:
http://www.clarence.com/contents/cultura
-spettacolo/societamenti/americani/ellis/]
|
|
|
|