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222 - STILE POEMA CAVALLERESCO 


Io vi lasciai, signor, nell'altro dire
come quel cavalier che Blogghin fu nomato
nell'alta pugna si getta con ardire,
per salvare il bocciol disiato.
Quand'ecco in sella ad un ronzin venire
Chiaramello scudier, banalmente armato:
"Signor, combatti con quest'ascia,
che 'l vil marrano la morte vi lascia!"

 

 

Come una furia Blogghin si volta
verso l'intruso palafreniere,
adirato che gli venga tolta
la signoria decisionale di guerriere,
e a Chiaramello dalla barba incolta
dischiude allora il suo pensiere:
"Che fa' tu!?" gli grida il pugnatore,
"non invader l'agone, seccatore!"

 

 

Era il meriggio del dì ch'al dio Mercurio
i pagani antenati han dedicato;
Floralinda nell'egro tugurio
già tre dì avea dimorato,
attendendo colui che 'l gran augurio
di liberarla le avea tributato:
il giovin cavalier dall'arme azzure
ch'agli sponsali giurò volerla tòrre.

 

 

Blogghin i suo' nemici ormai rinserra
e 'l destrier suo fiero nitrisce,
sette cavalier con l'asta atterra,
e quattro con la spada ne ferisce.
Già nella mente sua vinta è la guerra
e di Florinda il bel pensier fiorisce
di quando faralla sua signora
ancora pria del nascer dell'aurora.

 

 

Due ore dopo la pugna langue,
e 'l giovin cavalier, ch'è vincitore,
s'appresta alla fanciulla che di sangue
nel viso ha già ripreso il bel colore.
"Mio salvator!" gli dice e le lor lingue
si annodano in un vincolo d'amore,
e tutti i lor carnali appetiti
più e più volte vennero sopiti.

 

 

Or quando il giorno apparve chiaro e netto
Blogghino si destò e senza dimora
montò sul suo destrier lasciando il letto
dove la donna giace e dorme ignara
senza sospetti che 'l suo dolce affetto
il giorno renderà memoria amara.
Corre veloce Bloggo campion drudo,
alla ventura va, col brando e con lo scudo.

 

 

E cavalcando per una via diserta
Blogghino un cavalier combatter vede
con due serpenti dalla cresta erta
che lo peggior gli sembra che risiede
in parte dell'umano, e presto offerta
di suo consigli fa: "Per la mia fede,
senza usar l'ascia mai non camperesti!
Prendila e sì lor teste spiccheresti!"

 

 

Questa era la storia di Blogghin cortese
e di Florinda sposa di una notte,
di Chiaramello che sua lingua dischiuse
e che per questo dir rischiò le botte,
di un cavalier che Blogghino sorprese
a pugnar draghi senza averne dotte.
Tutti vi salvi Iddio nostro signore,
al vostro onor finito è il mio cantare.


 

[By Emma]

 

 




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