|
Quanta
gente abbandonata davanti a uno schermo? Tempo vuoto, sguardo fisso,
freddo, estraniato nel rincorrere pensieri e sensazioni altrui come a
carpirli e farne brandelli di vita. Della propria vita. Una vita che non
si ha. Mercoledì. Solo metà settimana. Pomeriggio. Quando comincia a
farsi strada insieme alla stanchezza e all'esasperazione anche
l'insofferenza. Schiacciati dalla propria inutilità, le spalle sono
ancora più curve a metà pomeriggio. Dal niente di un ufficio silenzioso
al vuoto dell'ordinaria amministrazione che segue fino al buio fondo, al
silenzio, al momento di scongiurare qualche ora di sonno. Un lusso quasi
sempre negato,anche quello. Una pagina azzurra, tutta ingombra di icone
strane e collegamenti ad altre. Un autore fiducioso nel prossimo,
probabilmente piuttosto giovane e innamorato di un futuro che non esiste,
che si inventa interessi per sembrare a sua volta interessante. Eppure
piuttosto incazzato, a giudicare dall'intolleranza stizzita con cui
bacchetta un ignaro visitatore che aveva apposto un commento fuori tema
come offendendo il valore e l'integrità del suo testo. Ma la vita non fa
sconti, ed è brutale nella sua gelida geometria.
...
Qualche ora e lui stesso altrove ricompare sulle pagine web di un
cantautore in una mail rigorosa e stonata che chiede una modifica al menu
della pagina scendendo anche nei più minuziosi dettagli del dove e del
che cosa. Come se libertà e rispetto non fossero proprietà transitive.
Una delle mille maschere della disperazione quotidiana.
[by
Meg: http://-niente-.splinder.it.
NdXX: Questo esercizio si ispira al blog www.mariosbar.splinder.it,
un blog che (come il cantautore sconosciuto ma geniale di cui tutti
parlanno...) ci appare poderosamente connotato dal punto di vista di
linguaggio, ambientazione ed evocazioni emotive...]
|