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Salone del libro, Torino, 16 maggio 2003, sala BLU
Mancano pochi minuti alla premiazione ma a quest'ora, il venerdì, il traffico a Torino è veramente terribile. A dire la verità sto andando solo come curioso, mi interessa tutto quello che avviene in rete in particolare le nuove forme di comunicazione e scrittura collettiva e poi... la Fiera del Libro ... un mito per noi aspiranti scrittori. A un tratto fra le iniziative premiate mi colpisce quella avente un' iconografia che mi sembra familiare e che inneggia all'azzurro di un blog. Devo essere proprio concentrato su quell'immagine tanto che un giovane si sente in dovere, probabilmente avendomi notato, di commentare a voce alta il proprio disappunto per il riconoscimento andato ad un iniziativa dai canoni estetici così vaghi, approssimativi ed in definitiva anarcoidi al punto da solleticare una dissimulata e deleteria, dice lui supponente, "cultura del narcisismo"... Un anziano critico letterario, promotore di tante iniziative militanti degli anni '70 e '80 e della didattica applicata alle nuove tecnologie, avendolo sentito non si trattiene e comincia ad inveire verso il malcostume di minimizzare le esperienze che realizzano le ampie possibilità dell'intelligenza collettiva come quella che aveva attratto la mia attenzione e che solo ora ricordo essere una delle tante alle quali anch'io, nei miei vagabondaggi virtuali, avevo partecipato. Interviene pure un poco noto ma geniale cantautore che conferma come, per esperienza diretta, l'originalità creativa debba continuamente sottostare ai dettami soffocanti dell'industria culturale e ravvisando nel Web la possibilità di spezzare questo condizionamento.
Io, modesto provinciale, eccitato nel trovarmi fra i due in questa fucina di idee ed ingegni faccio per farmi riconoscere dal famoso critico, insomma per dirgli che pure io sono uno degli autori del lavoro in cui ha ritrovato la realizzazione di tante sue teorizzazione, incoraggiato anche dal fatto che egli ravvisa queste essere state esaltate dall'altezza degli stili proposti, ma il giovane supponente, credendomi solidale con il proprio punto di vista, cerca di attaccar bottone accennando addirittura a dirigersi sdegnoso verso l'uscita. Poi, quando faticosamente ed educatamente riesco a districarmi navigando nella folla, mi rendo conto di aver perso, ahimè! la fase clou della "mia" premiazione...
[by: Nando da Forlì. ndz: ricevo questo stile inquietante... non capisco se è un esercizio di meta-scrittura o se un fatto capitato realmente a qualcuno che era presente in incognito a Torino e osservava tutto nell'ombra...]
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