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Wally e Tawnee si recarono allo Sporting Club, all’angolo tra la Downtown Street e Penny Bridge, uno dei vecchi locali della corea di Leith. Incontrarono vecchie facce, soci dell’infanzia. Mancavano a Leith da 3 anni, e si sorpresero quando videro che non era cambiato nulla. La corea era rimasta intatta, magari solo un po’ più pulita. Le antenne paraboliche erano spuntate come funghi, ma il grigiore che si respirava, quello, non sarebbe mai cambiato. Riprovarono le stesse atmosfere di un tempo, sentirono dentro le ossa l’oppressione latente del luogo. Wally si fece scivolare nella mano un paio di pasticchette e ne passò una a Tawnee. Ingoiò e si abbandonò alla morbida atmosfera che stava nascendo dentro di lui. Decise, a differenza di Tawnee, di abbandonare la sala techno e si diresse verso una stanza di cui non si ricordava l’esistenza. Era una sala terminali, dove tutti erano presi bene dalla moda del momento, internet. Riconobbe tra tutte le teste rivolte verso un monitor quella di John-boy, il suo vecchio compagno delle medie. Ne avevano passate parecchio assieme. Non resistette all’impulso di abbracciarlo. Johnny rispose all’abbraccio con passione, anche se non l’aveva riconosciuto subito. Ma ci mise poco. Anche Wally non aveva cambiato aspetto. Doveva essere una caratteristica tipica di tutti gli abitanti della corea.
– Come te la passi socio? Tutto bene?
– Niente male amico! Ma che cazzo di fine hai fatto?
– Eh, me ne sono andato a cercare un po’ di fortuna come Mc all’estero.
– E ne hai trovata?
Wally sorrise.
– Chiamami jump Mc, please.
John Boy rispose al sorriso. Sapeva che il vecchio Wally-holly ce l’avrebbe fatta.
– Che combini qui dentro amico? – chiese Wally.
John-boy gli illustrò lo schermo.
– Guarda, lo vedi? Sto navigando. C’è una nuova roba, si chiamano blog. Sono posti dove ognuno spara le proprie cazzate e migliaia di ragazzette, se gli va bene, rispondono. Ma ce ne sono anche tanti che nessuno si caga. Alcuni sono stilosi, c’hanno una bella grafica. Altri fanno cagare. Guarda questo qui azzurro. Minimo se l’è scritto un gagno. Non si capisce un cazzo. Sto stronzo poi insulta un tizio che gli ha scritto, gli dice ‘testa di
merda non rompere i coglioni da queste parti!’ Certa gente tira fuori i coglioni solo dietro un fottuto schermo eh. Ce ne sono alcuni che ci metti 15
minuti del cazzo a caricarsi, ti fan passare la voglia. Ma ha volte ci trovi delle belle scritte. Ci ho provato anche ad abbordare con qualcuna, alterne
fortune. Ma questi posti qui cagosi a volte sono zeppi di link che ti mandano in posti troppo strani.
– Sembra a posto, mi fai dare un’occhiata?
– Chiaro come il sole.
Wally si sedette. Iniziò a frugare di qua e di là, memorizzò il nome del tizio che faceva il bullo sul suo spazio, sai mai che dopo tornava e lo conciava per le feste con un paio di frasi sentite da qualche parte sui dischi. Il commento di Johnny l’aveva colpito. Diede anche una controllata al proprio sito. Si sforzò un po’ per combattere le percezioni errate dei suoi occhi e della sua mente, ma alla fine riuscì a ricordarsi il nome esatto e a scriverlo correttamente. Tutto al solito. Si guardò anche l’e-mail, le solite mail di pubblicità, un paio di mail da un tizio di Glasgow che aveva conosciuto durante un tour, e ancora quel tizio. Lo stesso gagno di cui parlava poco prima Johnny. Incoerence, un nome abbastanza stupido. Guardò subito il contenuto. C’erano delle indicazioni su come aggiustare qua e là alcune cose che non gli andavano.
Che testa di merda, pensò.
[by: damiano http://damiano.blogspot.com]
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