Esercizi di stile BLOG

 

161 - STILE BLOGGING KAMPF


Il traffico mi scorreva alle spalle. Stavo seduto sulla terrazza di un locale bosniaco, tutto intabbarrato ma con, sulla nuca, i raggi di un sole rinato. Vicino al mio gomito destro l'ultimo numero di National-Blog, a sinistra Joseph, di fronte Eva. Loro parlavano e mi parlavano, e l'oste balcanico veniva ogni cinque minuti a chiedermi come stavo. Io sorridevo e dicevo ja, ja, tutto bene, abbandonato com'ero nella sottile goduria ramarresca di un calore che mi era mancato per nove mesi. BENVENUTA, MONNA PRIMAVERA! Ecco una bella frase - mi dissi - da inserire nel mio blog "Der junge Soldat". "Benvenuta, Monna  Primavera! Da oggi: cercare di non fumare più, mangiare solo vegetali e allenare i propri muscoli".
Fu Joseph il primo a girarsi: onde catatoniche si sviluppavano da uno dei veicoli in transito e, oscurando l'aria, venivano a colpirci, trafiggendo lo scudo osseo del  nostro cranio ariano. Il rap - dal testo pressoché inintelligibile - scagliava in avanti l'automobile con la forza di numerosi decibel, e questa (di fabbricazione giapponese) balzellava in maniera risibile, in quanto il conducente, un giovinastro di evidente origine latina, premeva a più riprese sul freno per evitare lo scontro con la quattroruote che precedeva. Avevo scostato la mia sciarpa per guardare anch'io, mentre i miei due commensali si tappavano le orecchie con le mani (Joseph aveva messo su il suo famigerato sorriso da teschio). L'auto era ora alla nostra altezza, a non più di tre metri dalla terrazza. Vidi che l'alieno al volante non era solo: gli facevano compagnia tre splendide figliole dalle chiare connotazioni germaniche. Poi in qualche modo la colonna avanzò e si trascinò con sé dapprima il bizzarro quartetto e, dopo alcuni lunghi, interminabili minuti, anche il denso rumore ritmico che lo accompagnava.
- Che c'è, Adolf? - mi chiese Eva, notando il mio repentino mutamento di umore.
- Nulla, nulla. Sto pensando al mio blog - replicai seccamente, prima di rituffarmi nella lettura.
...
Due ore più tardi, nell'idillica pace del Berghof, sedevo davanti al computer. L'episodio, apparentemente insignificante, non voleva andarsene dalla mia mente. Borbottavo tra me e me parole come: "abbiamo il nemico in casa...", "loro si divertono mentre noi qui a lavorare...", "grandi decisioni...", "progetto di rinnovamento radicale...", "razza superiore"...
Decisi immediatamente di cambiare il template del blog, assegnandogli un colore bruno, e cancellai ogni vecchia "entry" per ricominciare da capo. Scrissi, in cima a tutto: Mein Kampf.

 

 

[by peter "franc'O'brain" patti: http://francobrain.splinder.it.
L'autore ha partecipato dalla Germania con questa caricatura dell'astio dell'uomo "germanico" verso lo straniero "che se la spassa"... influenzato dai suoi studi di storia tedesca in particolare sul nazismo. E' autore di un romanzo sull'emigrazione che si può lerggere a questo indirizzo: http://www.innternet.de/~peter.patti/canachi-index.htm. Come "franc'O'brain" ha prodotto un altro tipo di letteratura che si può sfogliare qui: http://members.xoom.it/panovid/rap.htm]

 


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