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Il traffico mi scorreva alle spalle.
Stavo seduto sulla terrazza di un locale bosniaco, tutto intabbarrato ma
con, sulla nuca, i raggi di un sole rinato. Vicino al mio gomito destro
l'ultimo numero di National-Blog, a sinistra Joseph, di fronte Eva. Loro
parlavano e mi parlavano, e l'oste balcanico veniva ogni cinque minuti a
chiedermi come stavo. Io sorridevo e dicevo ja, ja, tutto bene,
abbandonato com'ero nella sottile goduria ramarresca di un calore che mi
era mancato per nove mesi. BENVENUTA, MONNA PRIMAVERA! Ecco una bella
frase - mi dissi - da inserire nel mio blog "Der junge Soldat".
"Benvenuta, Monna Primavera! Da oggi: cercare di non fumare
più, mangiare solo vegetali e allenare i propri muscoli".
Fu Joseph il primo a girarsi: onde catatoniche si sviluppavano da uno dei
veicoli in transito e, oscurando l'aria, venivano a colpirci, trafiggendo
lo scudo osseo del nostro cranio ariano. Il rap - dal testo pressoché
inintelligibile - scagliava in avanti l'automobile con la forza di
numerosi decibel, e questa (di fabbricazione giapponese) balzellava in
maniera risibile, in quanto il conducente, un giovinastro di evidente
origine latina, premeva a più riprese sul freno per evitare lo scontro
con la quattroruote che precedeva. Avevo scostato la mia sciarpa per
guardare anch'io, mentre i miei due commensali si tappavano le orecchie
con le mani (Joseph aveva messo su il suo famigerato sorriso da teschio).
L'auto era ora alla nostra altezza, a non più di tre metri dalla
terrazza. Vidi che l'alieno al volante non era solo: gli facevano
compagnia tre splendide figliole dalle chiare connotazioni germaniche. Poi
in qualche modo la colonna avanzò e si trascinò con sé dapprima il
bizzarro quartetto e, dopo alcuni lunghi, interminabili minuti, anche il
denso rumore ritmico che lo accompagnava.
- Che c'è, Adolf? - mi chiese Eva, notando il mio repentino mutamento di
umore.
- Nulla, nulla. Sto pensando al mio blog - replicai seccamente, prima di
rituffarmi nella lettura.
...
Due ore più tardi, nell'idillica pace del Berghof, sedevo davanti al
computer. L'episodio, apparentemente insignificante, non voleva andarsene
dalla mia mente. Borbottavo tra me e me parole come: "abbiamo il
nemico in casa...", "loro si divertono mentre noi qui a
lavorare...", "grandi decisioni...", "progetto
di rinnovamento radicale...", "razza superiore"...
Decisi immediatamente di cambiare il template del blog, assegnandogli un
colore bruno, e cancellai ogni vecchia "entry" per
ricominciare da capo. Scrissi, in cima a tutto: Mein Kampf.
[by
peter "franc'O'brain" patti: http://francobrain.splinder.it.
L'autore ha partecipato dalla Germania con questa caricatura dell'astio dell'uomo
"germanico" verso lo straniero "che se la
spassa"... influenzato dai suoi studi di storia tedesca in
particolare sul nazismo. E' autore di un romanzo sull'emigrazione che
si può lerggere a questo indirizzo: http://www.innternet.de/~peter.patti/canachi-index.htm. Come
"franc'O'brain" ha prodotto un altro tipo di letteratura
che si può sfogliare qui: http://members.xoom.it/panovid/rap.htm]
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