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113 - STILE MARINARO


Il vento era poco, erano tante le barche che cercavano di rubarmelo coprendomi con le loro rande... ma a poco a poco riuscivo, quel mercoledì di bonaccia, a navigare nel mare di bit. Mentre la prua beccheggiava per le onde create dai rivali, il mio prode marinaio attaccato alla cima dell’albero di maestra mi fece capire di aver visto qualcosa. Era una nave di colore azzurro che quasi si confondeva tra le onde, la sua architettura non era convenzionale ma attirava gli occhi di chi si imbatteva in lei. Il comandante doveva essere poco esperto perché continuava a prendere onde di traverso. All’improvviso mi accorgo che alcune vele dell’albero di mezzana non erano fissate bene correndo il rischio di rompere le sartie… ma mano a mano che guadagnavo vento su una di quelle vele si faceva sempre più leggibile una scritta: “io ti comando o vento del nord”, una scritta  pretenziosa che mi fece capire chi stavo guardando…
A quel punto strambai e misi la prua verso nuova rotta. Vagai per il mio mare calmo per due ore fino a che non incontrai un vecchio lupo di mare con la sua barca conosciuta poco tra i porticcioli della costa. Era molto che non lo vedevo così decisi di salutarlo. Giunto alla sua murata il vecchio mi disse che aveva incontrato un uomo con un galeone azzurro e che aveva tentato di dargli consigli per fissare le vele, che il modo in cui lui lo aveva fatto da sempre non era corretto. Ma il vecchio mandò via quel marinaio d’acqua dolce dicendo che lui aveva avuto sempre rispetto per il mare e per niente al mondo avrebbe rotto quell’incantesimo….

 

 
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