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Il vento era
poco, erano tante le barche che cercavano di rubarmelo coprendomi con le
loro rande... ma a poco a poco riuscivo, quel mercoledì di bonaccia, a
navigare nel mare di bit. Mentre la prua beccheggiava per le onde create
dai rivali, il mio prode marinaio attaccato alla cima dell’albero di
maestra mi fece capire di aver visto qualcosa. Era una nave di colore
azzurro che quasi si confondeva tra le onde, la sua architettura non era
convenzionale ma attirava gli occhi di chi si imbatteva in lei. Il
comandante doveva essere poco esperto perché continuava a prendere onde
di traverso. All’improvviso mi accorgo che alcune vele dell’albero di
mezzana non erano fissate bene correndo il rischio di rompere le sartie…
ma mano a mano che guadagnavo vento su una di quelle vele si faceva sempre
più leggibile una scritta: “io ti comando o vento del nord”,
una scritta pretenziosa che mi fece capire chi stavo guardando…
A quel punto
strambai e misi la prua verso nuova rotta. Vagai per il mio mare calmo per
due ore fino a che non incontrai un vecchio lupo di mare con la sua barca
conosciuta poco tra i porticcioli della costa. Era molto che non lo vedevo
così decisi di salutarlo. Giunto alla sua murata il vecchio mi disse che
aveva incontrato un uomo con un galeone azzurro e che aveva tentato di
dargli consigli per fissare le vele, che il modo in cui lui lo aveva
fatto da sempre non era corretto. Ma il vecchio mandò via quel marinaio
d’acqua dolce dicendo che lui aveva avuto sempre rispetto per il mare e
per niente al mondo avrebbe rotto quell’incantesimo….
[by http://polena.splinder.it]
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