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1] Come la nave veloce si scontra con l’onda portata dalla procella
e stenta il remo del marinaio ad affrontare la furia della corrente
e per il turbine la rotta diventa impossibile e incontrollabile,
così in balia delle correnti navigavamo per il WEB senza riuscire ad approdare.
5] Poi un buon vento mandò Zeus e giungemmo al fine sull’isola dei BLOG,
sospinti da Atena dal ceruleo template protettrice delle reti.
Lì, giunti ad un porto sicuro, trovammo i commenti lasciati dai proci
che il glorioso Odisseo respingeva con l’astuzia e con le armi.
E tutti li vide fra il sangue e la polvere, riversi, senza parole.
10] Poscia, dopo aver con la calda cera turato le orecchie a tutti compagni, e spento le casse,
l’astuto Odisseo all’albero maestro si fece legare, quindi si mise le cuffie,
e navigò, orecchie spalancate, fino al sito musicale delle sirene.
”Qui presto, oltre non navigare se prima non senti dalle nostre labbra suono di miele”
cantavano suadenti con voce bellissima.
15] Nulla udivan i compagni, casse spente, solo l’astuto Odisseo sentiva,
esperto dei mari, scampato alle insidie di Scilla e Cariddi, di Circe e di Poliremo.
Non si lasciava ingannare e allontanava col browser la veloce nave, l’isola delle sirene fuggendo.
Nessuno infatti si allontanava e usciva da quel sito che con il suo canto seduce e confonde,
e molti non trovaron più l’uscita e non riusciron più nemmeno a spostare un bottone.
[by zoppomero... (un po' cieco... un po' zop...) stile basato sulla
parodia della traduzione di Rosa Calzecchi Onesti]
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