incipit di sesso
Li spiava dalla finestra aperta del giardino, da dietro il vaso dei gerani. Facendo capolino poteva vedere tutto senza farsi notare. I due erano a letto assieme. Si stavano accoppiando. Concentrati solo l'uno sull'altra. 
La luce del televisore acceso lasciava intravedere il loro avvinghio a bagliori intermittenti. 
- Mi piace. Mi piace da morire l'emanazione di quella luce azzurrognola che proviene dallo schermo e li illumina - pensava mentre li scrutava in ogni particolare -. Mi eccita. Avrei voglia di appoggiare il mio corpo su quel monitor liscio e di sentire tutti i miei peli che ne vengono attratti. Attirati verso quella luce da una forza invisibile. 
Intanto, i corpi dei due amanti si continuavano a strusciare nel letto con un ritmo sempre più veloce. 
L'odore dei gerani invece era insopportabile. Quell'aroma pungente faceva girare la testa. Entrò senza far rumore dalla porta finestra spalancata. Si guardò intorno. Non c'era in giro nessuno, fuori dalla villa. A parte un pipistrello che svolazzava tra gli alberi del giardino e che non poteva che suscitare agitazione e inquietudine.
I due non si accorsero di nulla mentre entrava piano piano. Li guardò da dietro il tendone scuro per alcuni minuti. Sentiva il loro odore mentre si rotolavano. Il cuore batteva sempre più forte.
- Questo sì che mi piace. Si diceva. Soprattutto l'odore di lei, molto più pungente e intenso. 
Poi lui si alzò. Avevano finito. Se ne andò in un'altra stanza. La donna, invece, era rimasta sul letto. Nuda. A gambe aperte. Immobile. Rilassata e sfinita. Calda e odorosa. 
Seguì quell'odore. Si avvicinò sempre maggiormente, fino ad essere quasi a contatto con la sua carne. La donna aveva gli occhi socchiusi. La testa altrove. In quel momento si doveva essere quasi liberata dal suo corpo. 
La guardava e la studiava mentre si appiattiva contro il muro freddo. A pochi centimetri da lei. Da lì sentiva il calore che emanava, mentre muoveva la pancia respirando profondamente come dopo un affanno. 
Il marito era sempre di là. Si sentiva rumore di acqua in bagno. 
- Devo agire adesso. Prima che torni. Si decise.
Così la percorse, mentre lei non si muoveva, lungo la gamba. La risalì tutta fino a che non arrivò a quel che cercava. Prima di penetrarla sentì ancora una volta il suo odore. Poi sentì l'erezione istantanea dell'apparato che si allungava. Lo spinse verso di lei e lo affondò piano piano nelle sue carni, fino in fondo, schizzandola mentre lei continuava a dormire.



incipit di vampiri
La belva, assatanata di sangue, in un istante fu sopra di lei. La sentiva pulsare, come svenuta, sotto il suo morso. Le succhiava avidamente il sangue e si sentiva riempire la pancia. Il liquido caldo le dava una sensazione di calore intensa. Quel nutrimento denso riusciva a spegnere il gelo che aveva dentro. Placava la sua sete insaziabile. Quella linfa vitale infondeva energia ad ogni sorso. Succhiava disperatamente. Fino a sentire dolore.
Lei era pallida e inerme. Non era cosciente mentre veniva svuotata a ritmi regolari e abbondanti, con sorsi che seguivano il ritmo dei battiti del suo cuore. 
Succhiava fino a che non si sentì soffocare. Doveva mollare la presa per prendere aria. Si staccò per un istante dal quel corpo, controllando che il segno che le aveva lasciato non fosse troppo lacerato. 
Si appoggiò al muro. Nel punto dove c'era un'ombra. 
- Devo fare presto. Si diceva ansimante. Guardando si attorno con circospezione. 
- Voglio fare un altro affondo prima che torni il marito. Un'ultima sorsata che mi sazi completamente... Poi volerò via dalla finestra. 
Pensava guardando l'albero attorno al quale svolazzava il pipistrello.

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Mentre la sagoma del pipistrello distraeva il suo sguardo, non si accorse che qualcosa arrivava da dietro. Mentre era ancora su di lei, che giaceva immobile sul letto, nuda e scomposta, il marito era tornato all'improvviso! Li aveva dunque sorpresi. 
Non fece in tempo a fuggire. Ebbe appena la prontezza di saltare giù dal letto e di buttarsi contro il muro quando... SLAM! Tutto divenne buio. Per sempre.
L'uomo aveva colpito più velocemente del previsto. Colpì duro e inaspettatamente. 
Uno schizzo di sangue uscì dal corpo della sua vittima insieme a una sostanza giallognola come pus, ma più scura e più gelatinosa, che fuoriusciva dall'addome. Una sostanza schifosa che non riusciva a vincere la forza viscosa che la tratteneva e a colare sulle lenzuola come il sangue. La gelatina era rimasta appiccicata al corpo. Mentre la parte del corpo che era rimasta intatta si contraeva in uno spasmo.

- L'hai uccisa? Chiese la donna.
- Credo di sì. Rispose l'uomo con il fiato corto per l'impresa.
- Ha sporcato tutto il letto di sangue, Cazzo! Urlò lei. E gli lanciò uno sguardo di rimprovero. 
Lui taceva. E guardava la donna con gli occhi strabuzzati.
- Che schifo - urlò lei sempre più isterica - non posso guardare! Che orrore!


incipit di fantascienza
Mentre lui trascinava via i resti di quel corpo obbrobrioso, schifoso e alieno, i due si soffermarono, forse per la prima volta, per osservare quanto fosse spaventosa, quella
creatura. Era avvenuto tutto così rapidamente che non l'avevano vista bene. Tornando dal bagno lui l'aveva vista all'improvviso che si stava avventando sulla moglie e seguendo un istinto aveva solo saputo colpirla, con tutte le sue forze, prima ancora di poter pensare. Era molto grande. Al suo interno era attraversata da una linfa viscosa. Color extraterrestre. La pancia era striata. Sul dorso si vedevano i rimasugli della sua struttura trasparente, che sembrava quasi di plastica o qualcosa di simile, ricoperta da venature. Gli arti segmentati e seghettati. I peli lunghi. La testa un po' triangolare con una protuberanza boccale schifosa. Gli occhi enormi e sporgenti. 
Di solito agiscono di notte, al buio. Questi mostri. Ti attaccano da dietro o d'alto, mentre
dormi e non li puoi vedere. Quando te ne accorgi è troppo tardi. 
Da qualche mese era allarme in tutta la zona. Ne avevano parlato anche i giornali. Un'invasione. Dicevano. 
L'uomo e la donna si guardarono negli occhi rabbrividendo.
- Ce ne saranno delle altre come questa? Esclamò lui, con voce tremante. 
- Mi auguro di no. 
Rispose lei. E intanto il suo sguardo si addentrò fino a perdersi verso la finestra aperta. Una suggestiva scia luminosa stava attraversando il cielo.


incipit sentimentale
L'uomo, dopo aver tolto di mezzo la zanzara che si era posata sul
corpo della donna, si andò a lavare le mani. Si stava rivelando davvero come un compagno molto protettivo e pieno di attenzioni, anche nelle più piccole cose. 
Lei lo attendeva sul letto, osservando la scia di un aereo che correva in lontananza, attraversando la sua visuale come in una carezza. Scomparendo per un attimo dietro il cipresso del giardino, e riapparendo subito dopo a disegnare l'orizzonte. 
Lui uscì dal bagno mentre lei guardava il luccichio delle stelle. 
La sorprese da dietro, come un'onda, mentre era incantata davanti a quel mare e quel cielo stellato. Lei si sentì cingere i fianchi. Si sentì baciare sul collo. Si lasciò andare. Inarcò la sua schiena all'indietro. 
Si era convinta che non ci sarebbe potuto essere miglior principe azzurro nemmeno in un sogno. Il profumo dei gerani la raggiungeva sospinto dalla brezza d'agosto. E la sagoma della luna piena sorrideva smangiucchiata dalle corolle dei fiori in controluce. La donna si sentiva avvolgere in quell'amore dolce e intenso che le lambiva il cuore e le
sfarfallava nella pancia. Solo la natura li poteva percepire, lì fuori, in quel giardino sul mare. Mentre nella loro intimità più profonda si consumava il loro amore.



 

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