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L'umaniverso dei bambini

Lo scopo di questo lavoro
L'umaniverso dei bambini è un esperimento che ha coinvolto un centinaio di alunni di una scuola elementare di Milano. Anche se non ha alcun valore scientifico, data la limitatezza del campione intervistato, mi è parso ugualmente significativo e sono convinto che, al di là del risultato divertente dell'inchiesta, offra degli spunti seri di riflessione. Anche le parole più comuni e più scontate, infatti, viste da un bambino hanno spesso dei significati e delle valenze imprevedibili per un adulto. 

Il punto di vista del bambino
Al di là dell'effetto
divertente di alcune risposte, l'atteggiamento che ho cercato di seguire nella realizzazione di questo piccolo dizionario enciclopedico è quello di comprendere più che sorridere. E mi piace pensare che anche chi consulterà questo lavoro sia animato dallo stesso spirito. 
Le risposte del bambino, infatti, non sono delle distorsioni e degli errori, ma dei punti di vista, legittimi, spesso molto più coerenti e sensati di quanto a prima vista un adulto non pensi. 

L'umaniverso dei bambini
Allora non stupiamoci se scopriamo che "la rana è un quadrupede", perché in effetti ha quattro zampe esattamente come un cane o un cavallo. Se sapremo ascoltare e comprendere i bambini, potremo godere della loro meravigliosa visione del mondo, quella visione che solo un poeta o un "fanciullino" possono cogliere e descrivere. E forse riusciremo a ricordare, con un po' di invidia e di nostalgia, quando anche per noi le cose e le parole avevano un altro aspetto. 
Nell'umaniverso dei bambini, infatti, dove tutto è possibile, "le stelle vivono in cielo", il cuore "serve a far innamorare di qualcuno", si può "volare nei cieli azzurri o tempestosi" e il contrario di nascere non è morire, ma non nascere.

I questionari
Le interviste sono state effettuate in quattro classi della scuola elementare di Viale Romagna a Milano. Coinvolgono circa un centinaio di bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni circa. Ogni intervistato ha ricevuto un questionario con cui definire e disegnare una parola. La scelta degli oltre 300 lemmi qui raccolti è il risultato in parte di una mia proposta, in parte dei suggerimenti dei bambini. Ogni alunno poteva infatti proporre liberamente una parola, oppure sceglierne una tra quelle da me suggerite. Successivamente gli intervistati erano invitati a procedere nella scelta di altre parole inseguendo le loro associazioni di idee e scegliendo parole collegate alla precedente. Le risposte sono state date tutte in mia presenza, senza che gli adulti, genitori od insegnanti, potessero intervenire con suggerimenti e aiuti.

Sinonimi e contrari
Il tentativo di includere una sorta di dizionario dei sinonimi e contrari è riuscito solo in parte. Spesso le indicazioni delle parole simili e contrarie sono state scelte sulla base del suono, in questo modo, per esempio, si spiega perché l'ipertesto è simile all'ipermercato. Altre volte, le parole contrarie sono state scritte a rovescio, così, il contrario di fantasma è amsatnaf. Non di rado le parole simili e contrarie sono state indicate in modo apparentemente scollegato con la parola da definire; spesso, infine, sono state ignorate. 

Le inevitabili contaminazioni 
Mentre alcuni bambini non volevano né avevano bisogno di aiuto, altri lo richiedevano. Per non influenzarli, ho cercato di evitare di suggerire loro dei contenuti contaminati dalla mia prospettiva, cercando di spingerli a scrivere la prima cosa che venisse loro in mente. 
Per guidarli ho chiesto loro di comportarsi come se avessero dovuto spiegare la parola a un bambino più piccolo, che non aveva mai visto "quella cosa". In qualche caso, tuttavia, questo suggerimento ha causato risposte tipo: "se dovessi spiegarlo a un bambino piccolo direi...".
Un altro aiuto che ho concesso ai bambini meno spigliati era una serie di domande guida per le risposte: "è piccolo o grande? bello o brutto? dove l'hai visto? di che colore è? quanti tipi ce ne sono?", e così via. Ma anche in questo caso il suggerimento è stato talvolta fuorviante, generando delle risposte poco spontanee da parte di alcuni bambini che hanno applicato questo schema molto rigidamente. 

PS
La parola umaniverso non è scaturita dalla mente di un bambino, come potrebbe sembrare, ma è un'invenzione di una persona adulta, almeno all'anagrafe. 

Antonio Zoppetti

Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti - 
Il presente dizionario è tratto dal cd-rom L'umaniverso dei bambini
Linguaggio Globale, (C) 1997.