100 domande sugli animali 

I rettili

1 Che cosa contraddistingue i rettili?

I rettili sono animali provvisti di colonna vertebrale, caratterizzati dall’avere il corpo coperto di squame e una temperatura corporea che varia in funzione di quella ambientale.
                                   

I rettili sono animali provvisti di colonna vertebrale, caratterizzati dall’avere occhi fissi e vitrei, lingua biforcuta, denti aguzzi e volti all’indietro.
                                   

I rettili sono animali ovovivipari, provvisti di colonna vertebrale, caratterizzati dall’avere una temperatura corporea che riesce a mantenersi costante in qualsiasi condizione ambientale.

                                   

2 Perché i grandi rettili del passato sono scomparsi?

I dinosauri scomparvero probabilmente a causa di eccezionali eruzioni vulcaniche che inaridirono l’intero pianeta e che diffusero sostanze che ne ridussero progressivamente la fertilità.
                                   

I dinosauri scomparvero probabilmente in seguito all’impatto di un enorme meteorite con la Terra che provocò improvvisi e catastrofici mutamenti ambientali.
                                   

I dinosauri si estinsero probabilmente perché i mammiferi, che l’evoluzione rese più intelligenti, finirono con il mangiarne tutte le uova, riducendone progressivamente le specie e ponendo fine al loro dominio del pianeta.

                                   

3 Come si riproducono i rettili?

I rettili sono, per la maggior parte, animali ovipari. Le specie che vivono sulla terraferma si riproducono per fecondazione interna, mentre quelle acquatiche, come le bisce d’acqua, adottano diversi sistemi di fecondazione esterna.
                                   

I rettili si riproducono per fecondazione interna. La maggior parte delle tartarughe e degli ofidi sono ovipari, mentre sauri e coccodrilli sono ovovivipari, cioè trattengono le uova nel corpo materno e partoriscono piccoli vivi.

                                   

I rettili, dopo un periodo di corteggiamento da parte del maschio, si riproducono per fecondazione interna. La maggior parte di essi sono ovipari, cioè depongono uova che si schiuderanno in tempi che variano da specie a specie.
                                   

4 Come si spostano i serpenti?

I serpenti hanno messo a punto vari elaborati sistemi di locomozione che sfruttano, in generale, le asperità del terreno sulle quali fanno presa con le loro squame ventrali.
                                   

I serpenti, rettili privi di zampe, si spostano in modo non dissimile da quello degli invertebrati come vermi o lombrichi: contraggono ed estendono continuamente la gabbia toracica e, grazie alle scaglie a uncino o a ventosa posta sul ventre, guadagnano terreno con sorprendente velocità.
                                   

La maggior parte dei serpenti si muove lungo anse disposte trasversalmente rispetto alla direzione di avanzamento. Questa tecnica di locomozione sfrutta la coda dotata di particolari squame adatte a far presa sul terreno o sulla corteccia degli alberi sui quali questi rettili spesso si attorcigliano.

                                   

5 Cosa significa che i rettili sono animali a sangue freddo?

Si dice che i rettili sono animali a sangue freddo perché la loro temperatura corporea, grazie a speciali meccanismi di termoregolazione, si mantiene costantemente su livelli piuttosto bassi, consentendo loro la sopravvivenza in luoghi caldissimi, come i deserti.
                                   

Si dice, impropriamente, che i rettili sono animali a sangue freddo perché non possono controllare la produzione o la perdita di calore metabolico: la loro sopravvivenza è affidata così a una forma di adattamento per comportamento.
                                   

Si dice che i rettili sono animali a sangue freddo perché hanno una temperatura corporea che può oscillare di molti gradi, consentendo loro di adattarsi facilmente a condizioni termiche variabili.

                                   

6 Quali capacità visive hanno i rettili?

La struttura degli occhi dei rettili varia da specie a specie, ma mantiene alcune caratteristiche comuni. Questi animali sono, per la maggior parte, piuttosto miopi e hanno, in generale, occhi fissi privi di palpebre. Fanno eccezione i sauri i cui occhi possono muoversi in maniera indipendente e in qualsiasi direzione.
                                   

La struttura degli occhi e le capacità visive dei rettili sono molto variabili. L’evoluzione ha sviluppato in particolare la vista di quegli animali la cui sopravvivenza è affidata alla possibilità di individuare e valutare la distanza della preda.
                                   

I rettili hanno, in genere, vista acuta e occhi vitrei. Le specie acquatiche, come le testuggini marine, sono dotate di una speciale palpebra trasparente, chiamata nittante, che permette loro di vedere in acqua, proteggendo l’occhio.

                                   

7 Cosa mangiano i rettili?

L’alimentazione dei rettili e le loro tecniche per procacciarsi il cibo variano da specie a specie: alcuni di essi sono erbivori, come alcune tartarughe; molti si nutrono di insetti, come le lucertole e i camaleonti; coccodrilli e simili sono carnivori; i serpenti si nutrono di insetti, uova, rettili e mammiferi.
                                   

I rettili sono animali carnivori, formidabili predatori che sfruttano le armi di cui sono dotati: la forza e le zanne, come nel caso dei coccodrilli, il veleno o le spire costrittrici, come nel caso dei serpenti, la lingua estensibile come nel caso dei camaleonti e delle iguane.
                                   

L’alimentazione dei rettili varia da specie a specie: a parte le specie carnivore, come i coccodrilli e i varani, la maggior parte di essi è vegetariana, come le tartarughe, le iguane, i camaleonti e la maggior parte dei serpenti. Rane, salamandre e rospi prediligono invece una dieta a base di insetti.

                                   

8 In che modo cacciano i serpenti?

I serpenti attaccano solo raramente prede vive perché, privi di arti, risulterebbe per loro difficile inseguirle, catturarle e inghiottirle. La maggior parte di essi preferisce quindi uova di uccelli, vittime inerti e di facile cattura.
                                   

Le tecniche di caccia dei serpenti si basano soprattutto sulla sorpresa dell’attacco e sulla capacità di immobilizzare repentinamente le prede, iniettando veleno o soffocandole per costrizione.
                                   

La maggior parte dei serpenti cattura le prede, in genere animali a sangue caldo, grazie a tecniche di caccia che si basano sulla sorpresa dell’attacco. Con un movimento repentino questi rettili addentano il capo della vittima che viene ingoiata viva e costretta in gola, mentre ancora si dimena.

                                   

9 Come si difendono i serpenti non velenosi?

I serpenti che non possono difendersi con il veleno o con la capacità di soffocare l’avversario stritolandolo, adottano spesso tecniche di difesa basate sull’inganno, sul mimetismo e sull’imitazione di specie più pericolose.
                                   

Le specie di serpenti che non possono difendersi con il veleno o con la capacità di soffocare l’avversario stritolandolo si difendono dal pericolo con il mimetismo, con la fuga in acqua dove l’aggressore non li può seguire, come nel caso delle bisce d’acqua e dei serpenti di mare, o ancora seppellendosi rapidamente sotto la terra.
                                   

Molti serpenti che non possono difendersi con il veleno o con la capacità di stritolare, si difendono sfruttando la loro incredibile velocità nella fuga, spesso superiore a quella dei predatori che sono dotati di zampe. Le bisce d’acqua e i serpenti di mare sono invece in grado di schizzare negli occhi l’aggressore con degli spruzzi d’acqua che conservano nelle ganasce.

                                   

10 Quale funzione ha la lingua di molti rettili?

La lingua svolge importanti funzioni nella maggior parte dei rettili. Tartarughe e coccodrilli hanno lingue lunghe e prensili, capaci di avvolgere cibo anche nei luoghi più scomodi e nascosti, mentre i sauri, come il formichiere, possono sfruttare questo organo per catturare e inghiottire gli insetti, loro prede abituali.
                                   

La lingua svolge funzioni vitali per molti rettili. I sauri se ne servono per catturare e inghiottire il cibo, mentre i serpenti possono sfruttarla per captare la presenza della preda o di una compagna per l’accoppiamento.
                                   

La lingua svolge funzioni specifiche in molte specie di rettili. I sauri se ne servono per captare particelle microscopiche nell’aria che, analizzate dall’organo di Jacobson, daranno indicazioni sulla presenza della preda, mentre le tartarughe si servono della lingua per mantenere puliti i loro occhi privi di palpebre.

                                   

11 Perché il camaleonte cambia colore?

Il camaleonte, campione nell’arte del mimetismo, cambia il colore della sua livrea, con scadenze stagionali, per uniformarsi al substrato di vita. Nei mesi più freddi il suo comune rivestimento verde chiaro diventa marrone scuro, in modo che questo animale arboricolo possa continuare a mimetizzarsi anche sugli spogli rami invernali.
                                   

Il camaleonte è in grado di cambiare il colore della sua livrea, mimetizzandosi con l’ambiente, solo sotto l’azione della luce. In condizioni di scarsa luminosità, questo sauro assume una colorazione scura che dovrà mantenere finché non interverranno altre variazioni di luce.

                                   

Il camaleonte è campione nell’arte del mimetismo e del trasformismo. Sotto l’azione di vari stimoli, come la luce, il calore o cambiamenti di umore, questo animale riesce a trasformare la sua livrea, passando dal bruno al verde chiaro e persino al giallo.
                                   

12 Come agisce il veleno dei serpenti?

Il veleno dei serpenti, che non è altro che saliva modificata, può essere di due tipi. In alcuni casi, come nel serpente a sonagli, agisce sulle cellule cerebrali, paralizzando quindi i muscoli cardiaci. Altrimenti provoca una morte più lenta, dovuta a una progressiva coagulazione del sangue.
                                   

Il veleno dei serpenti, che non è altro che saliva modificata, può essere di due tipi. In un caso agisce sul sistema circolatorio, provocando la coagulazione del sangue e la rottura dei capillari, mentre il secondo su quello nervoso, paralizzando i muscoli cardiaci e respiratori.
                                   

Il veleno dei serpenti provoca la morte della vittima agendo sul sistema circolatorio o, come nel caso del serpente a sonagli, provocando uno spasmo polmonare che blocca improvvisamente le funzioni respiratorie.

                                   

13 Cos’è la muta dei serpenti?

La muta dei serpenti è il cambio della pelle che i serpenti maschi compiono nel periodo del corteggiamento per assumere una livrea più vistosa e splendente.
                                   

La muta dei serpenti è il cambio completo della pelle che i serpenti compiono con periodi che variano a seconda delle specie.
                                   

La muta dei serpenti, tipica soprattutto delle specie acquatiche, è il passaggio dallo stato di girino a quello di serpente vero e proprio, che avviene abbandonando i tegumenti giovanili e assumendo quelli più resistenti e squamosi, adatti anche alla vita terrestre.

                                   

14 Quali sono i serpenti più lunghi?

I serpente più lunghi sono quelli velenosi, come l’anaconda e il cobra gigante che raggiungono i 10 metri. Tra i serpenti costrittori, va segnalato anche il boa che arriva ai 7 metri e il serpente a sonagli, che raggiunge una lunghezza di 3 metri.
                                   

I serpenti più lunghi sono, in generale, quelli costrittori. Il primato appartiene al boa asiatico che può raggiungere i 16 metri di lunghezza.
                                   

I serpenti più lunghi sono i costrittori come l’anaconda, che raggiunge gli 8-9 metri, il pitone che arriva agli 8, e il boa che supera i 4.
                                   

15 Quali rettili vivono nell’acqua?

Molti rettili vivono nell’acqua. Tra i tanti esempi ricordiamo le tartarughe di mare e i serpenti acquatici, che hanno sviluppato sistemi respiratori pseudo-branchiali adatti ad assorbire l’ossigeno dall’acqua.
                                   

Molte specie di rettili vivono nell’acqua, dolce, salata o paludosa. Fra i tanti esempi basti pensare ai coccodrilli, alle tartarughe marine e ad alcuni serpenti acquatici, come l’anaconda.
                                   

Sono molti i rettili che vivono nell’acqua, dolce o salata. Tra i tanti esempi ricordiamo le testuggini di mare e i coccodrilli, ma anche le salamandre, le rane e i rospi.

                                   

16 Quali sono i rettili più veloci?

I rettili non sono animali molto veloci. Alcune specie di coccodrilli, tuttavia, nell’acqua, possono raggiungere i 40 chilometri orari.
                                   

Il primato di velocità, tra i rettili, spetta alla lucertola e al ramarro che sono tra gli animali più veloci, agili e imprendibili, e possono raggiungere, per pochi istanti, una velocità di 60 chilometri orari.

                                   

I rettili non sono animali particolarmente veloci. I più rapidi sono alcuni sauri che, correndo sulle zampe posteriori, possono raggiungere i 30 chilometri orari.
                                   


17 Perché le tartarughe hanno il guscio?

La corazza delle tartarughe svolge una funzione essenziale. Il guscio costituisce infatti un riparo notturno per questi rettili che non costruiscono mai rifugi o tane.
                                   

La corazza delle tartarughe ha una funzione sostanzialmente protettiva, come una sorta di scudo che difende questi animali dagli aggressori o da sfavorevoli condizioni ambientali.
                                   

La corazza delle tartarughe è un residuo del guscio dell’uovo. Questi animali, infatti, depongono uova dal guscio particolarmente resistente. Al momento della nascita soltanto la testa, la coda e le zampe bucano il guscio che rimane poi intatto e, col tempo si calcifica e si accresce con l’animale.

                                   

18 Che differenza c’è tra un alligatore e un coccodrillo?

L’alligatore e il coccodrillo sono animali molto simili che possono essere riconosciuti soprattutto sulla base della conformazione del capo e della dentatura. Il primo ha la testa più larga e denti non visibili a bocca chiusa, il secondo ha invece il capo più assottigliato e denti esposti.
                                   

Il coccodrillo e l’alligatore sono animali molto simili per forma e struttura del corpo, il primo adattato alla vita in fiumi o corsi d’acqua corrente, il secondo in acque stagnanti e paludose.
                                   

Il coccodrillo e l’alligatore sono animali molto simili, ma vivono in zone geografiche molto distanti. Mentre i coccodrilli frequentano i grandi fiumi africani, gli alligatori, come il varano, il gaviale o il caimano, sono tipici delle zone amazzoniche.

                                   

19 È vero che il coccodrillo piange dopo aver divorato la preda?

Il coccodrillo versa spesso lacrime abbondanti dopo i pasti perché la lotta in acque torbide per procacciarsi il cibo, irrita i suoi occhi che tendono, di conseguenza, a lacrimare a lungo.
                                   

Il coccodrillo versa lacrime abbondanti dopo i pasti per espellere i sali accumulati con l’alimentazione che non possono essere eliminati tramite la traspirazione, resa impossibile dalla spessa corazza di questi animali.
                                   

Le lacrime del coccodrillo, non sono il segno di un tardivo pentimento per l’uccisione della preda, come vuole la tradizione popolare, ma un effetto secondario di un lungo e faticoso processo di digestione che provoca una sorta di torpore e sollecita le sue ghiandole lacrimali.  
                                   

 

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Copyright (C) 2001 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti -   Opera tratta dal cd-rom Conoscere il pianeta Terra, Linguaggio Globale, (C) 1998.