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100 domande sugli
animali |
| Un calabrone su un fiore |
Il pungiglione di cui alcuni insetti sono dotati rientra nei meccanismi di offesa e soprattutto di difesa di questi animali. Le
api si servono di quest'arma, posta all'estremità dell'addome, per difendere l'alveare da eventuali intrusi. Il loro pungiglione è provvisto di piccole barbe e, una volta che l'ape ha punto, non può essere estratto. L'insetto, se tenta di volare via, perde la parte posteriore dell'addome e muore, ma le ghiandole velenifere rimaste attaccate al pungiglione continuano a iniettare veleno, rendendo la difesa decisamente più efficace. Anche se l'individuo muore, questo sistema di difesa va interpretato come vantaggioso per la collettività - visto che le api sono insetti sociali - e per la specie. Frequentemente, infatti, gli insetti che pungono, come in generale gli animali velenosi, hanno livree che li rendono ben visibili e riconoscibili, altrimenti al loro difesa sarebbe vana. Nel caso delle vespe e delle api, le striature gialle e nere sono una divisa molto evidente. Non mancano tuttavia specie di insetti del tutto innocue e prive di pungiglione che sfoggiano livree analoghe: anche in questo caso si tratta di un adattamento evolutivo per scoraggiare i predatori.Altri insetti, come zanzare, tafani e alcune specie di mosche, pungono con la loro bocca a forma di ago cavo. In questi casi lo scopo è soprattutto il nutrimento: questi insetti perforano infatti la pelle di altri animali (incluso l'uomo) per succhiarne il sangue. |
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Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti - Opera tratta dal cd-rom Conoscere gli animali, Linguaggio Globale, (C) 1998.
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