Anche la specie umana, come tutte le altre specie animali, ha una storia evolutiva. Circa 100
milioni di anni fa, durante il periodo in cui sulla Terra dominavano i
dinosauri, comparvero i primi mammiferi che, per salvarsi dalle aggressioni dei grandi rettili, avevano imparato a vivere sugli alberi, dando il via ad una serie di adattamenti ad un ambiente tanto instabile: differenziazione tra arti anteriori e posteriori, percezione visiva della profondità tramite la sovrapposizione del campo visivo dei due occhi (visione binoculare), e così via. Con il passare del tempo i primitivi mammiferi si differenziarono e moltiplicarono, nacquero nuove specie. Nel Miocene alcuni di questi mammiferi, tra i quali c'erano probabilmente i nostri antenati, si decisero a scendere dagli alberi per stabilirsi a terra. In una particolare linea di primati, la selezione naturale trasformò gli arti inferiori in forti gambe capaci di sorreggere il corpo: ci si stava avvicinando all'uomo che adotterà un'andatura bipede. Gli arti anteriori, già trasformati per poter afferrare e maneggiare oggetti, si differenziarono ulteriormente da quelli posteriori. Le modificazioni del cervello, adattato alla visione binoculare e alla coordinazione delle impressioni sensoriali necessaria per spostarsi di ramo in ramo, risultarono adatte a favorire lo sviluppo dell'intelligenza. Nacque la specie umana.
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