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Perché i grandi erbivori africani 
vivono in gruppo?

Un gruppo di zebre che si abbeverano
Per meglio difendersi dagli attacchi dei feroci predatori come leoni e ghepardi, i grandi erbivori delle praterie africane hanno messo a punto varie strategie di difesa che permettono loro di meglio sfruttare le lunghe gambe adatte alla fuga veloce. Una gazzella isolata è una facile preda per il ghepardo perché, costretta ad abbassare la testa sul terreno per mangiare, perderà di vista l'ambiente circostante. Basta una distrazione perché il predatore, con un balzo fulmineo, raggiunga la gazzella, la abbatta con un'artigliata alle gambe posteriori e la uccida.
Non è quindi un caso che questi animali si spostino in gruppi di centinaia di individui. In questo modo, durante il pascolo, c'è sempre qualche esemplare che ha la testa alzata e può avvistare il pericolo: un breve richiamo e tutte le gazzelle si danno alla fuga. Di fronte alla fuga di un intero branco, il predatore fatica ad individuare un obiettivo preciso e viene facilmente disorientato dal movimento caotico e imprevedibile degli altri animali. Si può dire che questi noti erbivori delle praterie africane, abili corridori, affidano al comportamento di gruppo le loro possibilità di salvezza. 
Qualcosa di simile fanno anche i delfini, prede abituali degli squali, che nel gruppo trovano la protezione che il mare aperto non può offrire.

 


Copyright (C) 2000 Linguaggio Globale - Zopper di Antonio Zoppetti -   Opera tratta dal cd-rom Conoscere gli animali, Linguaggio Globale, (C) 1998.